Ida Saitta


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l’energia vitale dell’arte promosso dall’ENEA

Alle spalle l’esperienza dell’astratto in particolare del Magnetismo Lineare di cui è la fondatrice, cattura le immagini e le riposiziona nello spazio, fortificandole di un colore assolutamente magnetico e mediterraneo. L’artista si confronta con una tradizione figurativa solida, riesce ad assorbirla ed a restituircela nella più stimolante provocazione, dimostrando che la Mediterraneità siciliana può essere declinata e manifestata con estrema originalità.
Giuseppe Ussani d’Escobar (Le Vie dei Tesori)

E ho cominciato a pensare al coraggio, dote di cui la Saitta mi sembra davvero ricca, perché non si ferma, non si accontenta, continua a cercare, anche attraversando luoghi sconosciuti e non facili da esplorare, lasciandosi dietro seduzioni magari più facili, soluzioni accattivanti. E’ lì che la Saitta vuole condurci, è con questa che ci attrae e, infine, ci seduce. La linea: le piace soprattutto curvarla per esaltarne la sensualità, il lato avvolgente, l’energia creativa. Raramente la segmenta, ne mostra gli spigoli. A Ida piace vederla scorrere fluida, sicura, trasformarla in forma, inizio di tutto. Precede la materia, il colore, l’immagine e lentamente ne svela i segreti. Può anche “sporcarla” per aumentarne l’effetto visionario come succede ne Il viaggiatore che pare giungere da chissà quali luoghi lontani e probabilmente arriva semplicemente dall’altra Ida (che poi è sempre la stessa), la frequentatrice di fantasmi e apparizioni.
Mi piace quando qualcuno mette insieme questi punti da vista solo apparentemente inconciliabili.
Lea Mattarella (Territori di Passaggio - Megnetismi)

Donne che si mostrano allo sguardo altrui, animate da una vanità sottesa, mistica, talvolta quasi dolente.
Lei Ida, così delicata e apparentemente fragile, poi nello svelare il suo lato artistica esplode in una irruenza creativa disarmante, dove il segno distintivo resta visibile e chiaro ma è capace di tradursi in lievi e impercettibili, capitali mutamenti di colore e stile.
Agata Polizzi (About Ida)

Il tempo non più come tempo “oggetto”, tempo del divenire della realtà, bensì come simbolo della atemporalità.
Il dipinto uno strumento mentale, segno quale equazione tra il mondo esterno ed interno.
Giovanna Cavarretta (Opere)

Un Mediterraneo che si ritrova nei colori, nella forza espressiva e nelle bellezze storiche della Terra "Madre". Non a caso l'Artista utilizza questa parola. La nostra cultura nasce dal Mediterraneo, un mare che unisce Europa, Asia e Africa, la "grande cerniera" di cui l’avventura umana ha fatto il suo ambito prediletto.
Ilaria Sergi (Linea Mediterranea)

Raffinatezza formale e il sapiente utilizzo del colore sono due dei tratti distintivi della pittura di Ida Saitta, artista sperimentatrice e visionaria dalle cui opere trasuda tutto il suo essere donna ed il suo essere siciliana. Fondatrice e teorica del manifesto artistico del “Magnetismo lineare”, in cui i protagonista è la “linea”(segno che semplifica la realtà eliminando il superfluo, che al contempo, dà forza e sinuosità a pochi tratti essenziali), crea figure cariche di pathos, che paiono quasi prendere corpo e staccarsi dalle tele per vivere all’unisono con il proprio interlocutore.
Raffaella Salato (Traces of contemporary Art)

Momenti segni di gusto orientale , che nell’ordito di suole persiane costruiscono scene immaginifiche vicino a quel “mal d’Africa” tanto vicino alle nostre radici mediterranee, si sposano ad una visione onirica, dolce il filo conduttore sin scioglie e si raggomitola, subito, in un che di labirintico che tutto coinvolge e trascina…..
Vito Linares (Mare D'Amare)

Il complesso e personale linguaggio di Ida Saitta si esprime attraverso colori decisi: il giallo, l’azzurro, il rosso violento e balenante, il nero intrigante delle chine, cui è affidato il compito di parlare dell’anima dell’artista, svelandone i travagli, dando forma ai suoi immaginari compagni di vita. Tratti simbolici, suggestioni e visioni popolano le tele della Saitta, frutto di un dialogo interiore e fantastico che sottende ad un universo tutto proteso a scandagliare l’animo umano, le paure, i desideri. Sempre al confine tra il mondo interiore proprio dell’artista e il mondo reale, le opere della Saitta seguono il dialogo continuo tra i sogni e i pensieri intimi e il dato contingente nel quale l’uomo è immerso. Questa lotta tra i due elementi si esprime attraverso il mezzo della pittura, vero e proprio strumento comunicativo che l’artista utilizza per esprimere i pensieri e dialogare con l’esterno, in un costante rimando tra realtà e immaginazione.
Stefania Marignetti (Dialoghi Immaginari)

Il manifesto si distingue per il suo carattere introspettivo e spirituale che riconosce il trascendente.
Il ritorno ai colori vivi e accesi segna il periodo più recente della produzione artistica di Ida Saitta che offre stavolta un omaggio esplicito alla Sicilia.
L’artista rivisita le celebre opere dello scenario siciliano, dove le rappresentazioni dei monumenti scultorei e dei pupi palermitani raggiungono una incredibile carica espressiva con una tensione ascendente.
Ma anche chi appartiene ad altre terre sente risuonare nell’animo motivi comuni dell’originaria civiltà e cultura irradiata dal Mediterraneo
Anna Petrova (Sicilia I mondi introspettivi)









Fondazione Roma Terzo Pilastro Ida Saitta

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